MOSTRA D’ARTE&SCIENZA CRONACHE DAL PROFONDO ART&SCIENCE EXHIBITION CHRONICLES FROM THE DEEP
Dalla Fossa delle Marianne alle dorsali oceaniche, dai fondali antartici a quelli del Mediterraneo e del Golfo di Trieste, “Cronache dal profondo” è un viaggio di conoscenza e scoperta di alcuni degli aspetti più affascinanti e meno conosciuti del Grande Blu. Ad accompagnarci tra canyon sottomarini e misteriose creature abissali, tra esploratori e ricercatori che tentano di scoprire e raccontare i segreti di questi ambienti estremi e le minacce a cui sono sottoposti, ci saranno le immagini dell’Arte e le parole della Scienza. MOSTRA D’ARTE&SCIENZA CRONACHE DAL PROFONDO ART&SCIENCE EXHIBITION CHRONICLES FROM THE DEEP From the Mariana Trench to the oceanic ridges, from the Antarctica seabed to the Mediterranean and Gulf of Trieste, ‘Chronicles from the Deep’ is a journey of knowledge and discovery of some of the most fascinating and lesser-known aspects of the Big Blue. The images of art and the words of science accompany us into the underwater canyons and to the mysterious creatures of the abyss, to the researchers and explorers who endeavour to discover and explain the secrets of these extreme environments and the threats they face.
Pur essendo semi-chiuso e presentando fondali poco profondi, grazie alle sue acque ricche di nutrienti e alla compresenza di diversi habitat, il Golfo di Trieste è caratterizzato da un’alta biodiversità e abbondanza di specie. Fra gli organismi che popolano le sue acque, alcuni presentano colori che non hanno nulla da invidiare a quelli tropicali. È il caso dei nudibranchi, piccoli molluschi privi di conchiglia noti per la loro bellezza e varietà di colori, mimetici o sgargianti, dal viola al giallo, dal fucsia all’azzurro, a cui ricorrono per indicare la loro tossicità e scoraggiare i predatori. Although the Gulf of Trieste is semi-enclosed and has shallow waters, it’s characterised by a high biodiversity and richness of species thanks to its nutrient-rich waters and the simultaneous presence of different habitats. Among the organisms that populate its waters, some have colours that have nothing to envy to the tropical ones. This is the case of Nudibranchs, small shell-less molluscs known for their beauty and the variety of colours, from purple to yellow, from fuchsia to blue, which they use to indicate their toxicity and deter predators. I FONDALI DEL GOLFO DI TRIESTE THE SEABED OF THE GULF OF TRIESTE
Curiose creature È sorprendente poter ammirare le straordinarie caratteristiche della biodiversità. I nudibranchi, in tutta la loro modesta grandezza, rappresentano una forma di vita affascinante, con i loro incredibili colori e un aspetto quasi alieno, non trovi? CHIARA GIORGIUTTI Pittura digitale / Digital painting Curious creatures It is amazing to be able to marvel at the extraordinary characteristics of biodiversity. Nudibranchs are a fascinating life form despite their modest size, with their incredible colours and almost alien appearance, don’t you think?
Colori in trezza I nudibranchi non sono gli unici organismi a dare colore ai nostri fondali: spugne gialle e rosa, spirografi, anemoni e alghe calcaree colonizzano i fondali duri del Golfo e in particolare i caratteristici affioramenti rocciosi che si formano al largo delle coste di Grado. Sono le cosiddette “trezze” o “tegnùe”, formazioni alte fino a 2 metri e originate da diversi fenomeni geologici e biologici di “cementazione” di sedimenti, tra cui le fuoriuscite di gas metano. Gli organismi bentonici che le colonizzano formano strutture calcaree molto complesse, chiamate coralligeno di piattaforma, che fungono da rifugio per un’incredibile varietà di vertebrati e invertebrati marini. Trezza colours Nudibranchs are not the only organisms that give colour to our seabed: yellow and pink sponges, spirographs, anemones and calcareous algae colonise the hard seabed of the Gulf and, in particular, the characteristic rocks that form off the coast of Grado. These are the so-called trezze or tegnue, formations up to two metres high, created by various geological and biological phenomena of sediment ‘cementation’, including methane gas leaks. The benthic organisms that colonise them form very complex calcareous structures, known as platform corals, which serve as a refuge for an incredible variety of marine vertebrates and invertebrates. I FONDALI DEL GOLFO DI TRIESTE / THE SEABED OF THE GULF OF TRIESTE
Da forma nasce forma Tutto inizia con il viaggio delle molecole di metano dalle profondità più remote. Attraverso una metamorfosi senza fine, prendono vita luoghi inaspettati ed evolvono in una ricchezza caleidoscopica di fauna e flora. Form becomes form It all begins with the journey of methane molecules from the remotest depths. Through endless metamorphoses, unexpected places come to life and develop into a kaleidoscopic wealth of fauna and flora. CHIARA GIORGIUTTI Pittura digitale / Digital painting
Studiare il Golfo Studiare le trezze e i fondali sabbiosi e fangosi del Golfo, le componenti biologiche e i parametri chimico-fisici del nostro mare è fondamentale per valutarne lo stato di salute. Le campagne di monitoraggio subacqueo e gli studi oceanografici e geofisici condotti dall’OGS, dall’ AMP e dagli altri Enti di ricerca e Istituzioni che operano in quest’area consentono di raccogliere dati preziosi anche per capire come i fattori antropici, locali e globali, stiano influendo sugli ecosistemi marini e per implementare le misure di tutela del nostro mare. Exploration of the Gulf The study of the trezze and the sandy and muddy seabed of the Gulf, the biological components and the chemical-physical parameters of our sea are essential to assess its state of health. The underwater monitoring campaigns and the oceanographic and geophysical studies carried out by the OGS, the AMP and the other research organisations and institutions working in the area allow us to collect valuable data, to understand how local and global anthropogenic factors affect marine ecosystems and to implement measures to protect our sea. I FONDALI DEL GOLFO DI TRIESTE / THE SEABED OF THE GULF OF TRIESTE
Il ricercatore di incanti Nell’esplorare e catalogare il mondo che ci circonda, scopriamo la bellezza intrinseca della consapevolezza, illuminando i dettagli nascosti e rivelando la ricchezza e la complessità della realtà. The seeker of enchantments When we explore and catalogue the world around us, we discover the beauty inherent in consciousness, illuminate hidden details and reveal the richness and complexity of reality. CHIARA GIORGIUTTI Pittura digitale / Digital painting
Sbiancamento in corso Anche le specie coralligene nostrane, così come i coralli tropicali, stanno subendo gli effetti del surriscaldamento e dell’acidificazione del mare causati dalla crisi climatica in corso: è quello che sta succedendo alla madrepora a cuscino (Cladocora caespitosa), unico corallo duro del Golfo di Trieste, vittima di episodi di sbiancamento (o bleaching) causati dalle ondate di calore degli ultimi anni. A Miramare, i periodici monitoraggi compiuti dai ricercatori dell’Area Marina Protetta durante l’estate 2023 hanno consentito di accertare fenomeni di parziale o totale sbiancamento a danno di oltre il 70% delle madrepore presenti. Mare Caldo Negli ultimi anni le temperature medie del Golfo di Trieste hanno raggiunto livelli record: nel 2023 si sono attestate sui 17.4 °C, uno in più rispetto al ventennio precedente. Lo stesso vale per le ondate di calore, sempre più frequenti, lunghe e intense, capaci di raggiungere anche i fondali più profondi del Golfo, con un picco di quasi 25 °C nell’estate del 2023. focus Whitening underway Native coral species, as well as tropical corals, are also suffering from the effects of ocean warming and acidification caused by the ongoing climate crisis. This is the case for the cushion coral (Cladocora caespitosa), the only hard coral in the Gulf of Trieste that has been affected by bleaching processes caused by the heatwaves of recent years. At the marine protected area in Miramare, researchers were able to detect, through regular observation, phenomena of partial or complete bleaching in the summer of 2023, which damaged more than 70% of the madrepores present. Warm sea In recent years, the average temperatures in the Gulf of Trieste have reached record levels: in 2023 they were 17.4 °C, one degree higher than in the previous 20 years. The same applies to heatwaves, which are becoming more frequent, longer and more intense, with a peak of almost 25 °C in the summer of 2023, and can even reach the deepest seabed of the Gulf. focus I FONDALI DEL GOLFO DI TRIESTE / THE SEABED OF THE GULF OF TRIESTE
Calore e colore Spesso ignoriamo la realtà finché non la osserviamo direttamente... e la Cladocora ce lo dimostra chiaramente: l’innalzamento della temperatura dell’acqua è una minaccia per l’habitat marino! Urgono soluzioni. Warmth and colour We often ignore reality until we observe it directly... and the Cladocora shows us this clearly: Rising water temperatures are a threat to the marine habitat! Solutions are urgently needed. CHIARA GIORGIUTTI Pittura digitale / Digital painting
The Mediterranean Sea has a surface area of 2,500,000 km2, an average depth of 1,500 metres and a maximum depth of 5,267 metres. Its seabed has a great geomorphological diversity: there are basins bordered by underwater mountain reliefs, canyons and real volcanoes. Just think of the Aeolian Islands, whose eruptive underwater activity (due to numerous active volcanoes, including Marsili, the largest in Europe) gives rise to fumaroles, thermal springs and volcanic cones that contribute to creating a landscape of great charm and rare beauty. I FONDALI DEL MEDITERRANEO THE SEABED OF THE MEDITERRANEAN Il Mar Mediterraneo ha una superficie di 2 milioni e 500mila chilometri quadrati, una profondità media di 1.500 metri e una profondità massima di 5.267 metri. I suoi fondali presentano una grande varietà geomorfologica, con presenza di bacini delimitati da rilievi montuosi, canyon e veri e propri vulcani sottomarini. Basti pensare a quanto succede alle Isole Eolie, la cui attività eruttiva sottomarina (dovuta ai numerosi vulcani presenti e attivi, tra cui il Marsili, il più grande d’Europa) dà origine a fumarole, sorgenti termali e coni vulcanici che contribuiscono a creare un paesaggio di grande fascino e rara bellezza.
Ci stan camin che fumano ... e non solo Un ambiente ostile quello dei camini idrotermali, da cui fuoriescono fluidi alcalini e acidi, gas e anidride carbonica, con temperature elevatissime, dove la vita sembra proibitiva. Eppure è proprio qui, grazie a reazioni chimiche, che probabilmente hanno avuto origine le prime forme di vita del Pianeta. E forse non solo del nostro… PAOLA FORMICA Pittura digitale / Digital painting There are chimneys that smoke ... and not only A hostile environment, that of hydrothermal vents, from which alkaline and acidic liquids, gases and carbon dioxide emerge, at very high temperatures, where life seems prohibitive. And yet, thanks to chemical reactions, the first forms of life on our planet probably originated here. And perhaps not only ours...
I FONDALI DEL MEDITERRANEO / THE SEABED OF THE MEDITERRANEAN 17.000 x 1 Nonostante la sua superficie costituisca meno dell’1% dell’Oceano e dei mari del mondo, il Mediterraneo si distingue per l’elevatissima biodiversità: nelle sue acque vive più del 7% delle specie presenti sul pianeta. Sono 17mila le specie censite, tra cui tantissimi endemismi (il 44% dei pesci e il 25% dei mammiferi del Mediterraneo si trovano solo lì). Un bacino tanto ricco di vita quanto fragile: aumento delle temperature causate dal riscaldamento globale, acidificazione, sovrappesca, traffico marittimo, ingresso di specie aliene e inquinamento minacciano la biodiversità e il funzionamento di questo ecosistema. Nero come il corallo Il corallo nero Antipathella subpinnata è una specie endemica del Mediterraneo che vive su fondali rocciosi e scoscesi a una profondità compresa tra 80 e 200 metri, dove la luce solare penetra appena. Di nero in realtà ha solo l’esoscheletro, mentre l’organismo coloniale è di colore bianco e ha una forma ramificata simile ad una piuma. Le colonie, rifugio di una grande varietà di piccoli pesci e invertebrati marini, possono richiedere decenni o secoli per svilupparsi. focus 17,000 x 1 Although its surface area is less than 1% of the world’s oceans and seas, the Mediterranean is characterised by its extremely high biodiversity: more than 7% of the world’s species live in its waters. There are 17,000 recorded species, including many endemic species (44% of fish and 25% of mammals in the Mediterranean are found only there). The basin is as rich in life as it is fragile: the temperature rise, due to global warming, acidification, overfishing, maritime traffic, the invasion of alien species and pollution, threatens the biodiversity and functioning of this ecosystem. Dark like a coral The black coral Antipathella subpinnata is an endemic species of the Mediterranean that lives on the rocky and steep seabed at depths ranging from 80 to 200 metres, where sunlight barely penetrates. In reality, only the exoskeleton is black, while the colonial organism is black and white in colour with a branched shape similar to a feather. The colonies, which are harbours for a variety of small fish and marine invertebrates, can take decades or centuries to develop. focus
Diciassettemila sfumature di vita Tante sono le specie che coesistono nel Mediterraneo: varietà di popolazioni, forme di vita diverse, colori diversi, differenti habitat, complessi ecosistemi. Un forte e significativo esempio di interrelazione e armonia, ma anche un fragile e delicato equilibrio da tutelare. PAOLA FORMICA Pittura digitale / Digital painting Seventeen thousand shades of life So many species live side by side in the Mediterranean: different populations, different life forms, different colours, different habitats, complex ecosystems. A powerful and significant example of interrelations and harmony, but also of a fragile and delicate balance that needs to be protected.
Le reti fantasma Oggi i ROV vengono utilizzati anche per individuare le cosiddette “reti fantasma”, una delle gravi problematiche dovuta all’intensa attività di pesca che affligge i mari come il Mediterraneo. Perdute o deliberatamente abbandonate, le “ghost net” finiscono sul fondale e continuano a intrappolare la fauna marina. Inoltre, quando dopo molto tempo cominciano a degradarsi, contribuiscono all’inquinamento da microplastiche. La riduzione delle reti fantasma richiede un impegno globale per diminuire l’abbandono e la perdita di attrezzature da pesca, organizzare il loro recupero e promuovere materiali e pratiche di pesca sostenibili. I FONDALI DEL MEDITERRANEO / THE SEABED OF THE MEDITERRANEAN Ghost nets ROVs are now also used to detect socalled ghost nets, one of the serious problems caused by intensive fishing in seas such as the Mediterranean. Lost or deliberately abandoned ghost nets end up on the seabed and continue to trap marine fauna. They also contribute to microplastic pollution when they start to decompose after a long time. Reducing ghost nets requires a global commitment to reduce the abandonment and loss of fishing gear, organise their recovery and promote sustainable fishing materials and practices.
Presenze fatali L’impatto antropico ha reso il Mar Mediterraneo una immensa trappola di plastica e materiali nocivi. E chi se lo aspettava dall’ àntropo, l’essere umano, creatura pensante, la specie più intelligente del pianeta? Fatal Presence Human influence has turned the Mediterranean into a huge plastic and pollutant trap. And who would have expected this from man, the thinking being, the most intelligent species on our planet? PAOLA FORMICA Pittura digitale / Digital painting
I FONDALI DEL MEDITERRANEO / THE SEABED OF THE MEDITERRANEAN Robot sotto al mare Per esplorare i fondali del Mediterraneo, da diversi decenni la ricerca scientifica si affida ai ROV (Remote Operated Vehicle), veicoli sottomarini guidati da remoto, dotati di telecamere e strumenti scientifici sempre più sofisticati. Grazie a questi “droni subacquei”, i ricercatori possono studiare l’ambiente marino a profondità estreme, monitorando la biodiversità, i fenomeni geologici e l’impatto dell’attività umana. Nati per svolgere lavori sottomarini in ambito industriale, questi strumenti hanno rivoluzionato il modo in cui esploriamo e comprendiamo l’Oceano, contribuendo alla conservazione e alla protezione degli ecosistemi marini. Robots under the sea To explore the seabed of the Mediterranean, scientific research has been using ROVs (remotely operated vehicles) for several decades, remote-controlled underwater vehicles that are always equipped with cameras and sophisticated scientific instruments. Thanks to these ‘underwater drones’, researchers can study the marine environment at extreme depths and observe biodiversity, geological phenomena and the impact of human activities. Developed for industrial underwater work, they have revolutionised the way we explore and understand the ocean and contribute to the conservation and protection of marine ecosystems.
Un occhio di riguardo L’occhio indagatore del ROV osserva con sguardo rispettoso il profondo irraggiungibile, rivelando meraviglie e scoperte a chi, curioso e interessato lo conduce, accontentandosi, da remoto. PAOLA FORMICA Pittura digitale / Digital painting An inquiring eye The inquisitive eye of the ROV respectfully observes the unreachable depths and reveals wonders and discoveries to the curious and interested who control it from afar.
I FONDALI DELLE DORSALI OCEANICHE THE SEABED OF THE OCEANIC RIDGES Le dorsali oceaniche sono maestose catene montuose sottomarine, le “spine dorsali” del nostro oceano. Qui, il magma che fuoriesce dalla crosta terrestre raffreddandosi forma nuove rocce che contribuiscono alla creazione di nuovi fondali oceanici, spingendo le placche tettoniche circostanti verso l’esterno. Le dorsali sono caratterizzate da crinali sottomarini, valli profonde e manifestazioni di attività vulcanica e tettonica, come fumarole nere (i black smokers) e sorgenti idrotermali. Mid-ocean ridges are majestic underwater mountains, the backbone of our ocean, where the magma that escapes from the Earth’s crust cools to form new rocks, which contribute to the formation of new ocean floors and pushes the surrounding tectonic plates outwards. The ridges are characterised by deep underwater ridges and manifestations of volcanic and tectonic activity, such as black smokers and hydrothermal vents.
STEFANIA DELPONTE Pittura digitale / Pittura digitale Il gigante Barba Nera alla scoperta delle Dorsali Oceaniche Il gigante Barba Nera pian piano scende in profondità ma lui non sa chi con sorpresa incontrerà. The giant Black Beard discovering the Oceanic ridges The giant Black Beard slowly descends into the depths, but he does not know who he will unexpectedly meet there.
I FONDALI DELLE DORSALI OCEANICHE / THE SEABED OF THE OCEANIC RIDGES I black smokers Le sorgenti idrotermali si formano dove l’acqua di mare si infiltra nelle fessure della crosta e viene riscaldata dal magma del mantello terrestre. Quando quest’acqua calda ricca di minerali emerge dalle sorgenti ed entra a contatto con l’acqua fredda dell’oceano, i minerali si cristallizzano, diventano neri e creano le caratteristiche strutture a camino. Black smokers Hydrothermal vents are formed where seawater penetrates cracks in the Earth’s crust and is heated by magma in the Earth’s mantle. When this mineral-rich hot water emerges from the springs and comes into contact with cold seawater, the minerals crystallise, turn black and form characteristic chimney structures. Alvin superstar La prima scoperta delle sorgenti idrotermali risale al 1977 e si deve a un’esplorazione dell’Alvin, il mitico batiscafo di proprietà della marina militare degli USA che ancora oggi viene utilizzato per la ricerca oceanografica. Costruito nel 1964, può ospitare un equipaggio di tre persone e raggiungere i 4.500 metri di profondità. Ha contribuito a numerose scoperte e ricerche scientifiche, tra cui l’esplorazione del relitto Titanic nel 1986 e l’analisi dei fondali del Golfo del Messico dopo il disastro ambientale del 2010 provocato dalla piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, che portò alla formazione di enormi ammassi di petrolio sul fondale marino. Attualmente, l’Alvin compie ogni anno decine di missioni. Alvin-Superstar The first discovery of hydrothermal vents dates back to 1977 and can be traced back to an exploration by Alvin, the legendary US Navy submersible that, to this day, is still used for oceanographic research. Built in 1964, the vessel accommodates a crew of three and can dive to depths of up to 4,500 m. It has contributed to numerous discoveries and scientific researches, including exploring the wreck of the Titanic in 1986 and analysing the seabed in the Gulf of Mexico following the environmental disaster caused by the Deepwater Horizon oil rig in 2010, which led to the formation of huge oil slicks on the seabed. Alvin currently carries out dozens of missions every year.
STEFANIA DELPONTE Pittura digitale / Pittura digitale La Cattedrale di Basalto Nero, la casa di Adale la strega Ultrabissale Wow una cattedrale! Sarà forse la casa di Adale? La strega Ultrabissale? The Black Basalt Cathedral, home of Adale the Ultrabissal witch Wow, a cathedral! Could this be the home of Adale? The Ultrabissal witch?
Al caldo dei camini Attorno alle sorgenti idrotermali, la vita prolifera grazie alla temperatura più alta e alla presenza di minerali che favoriscono un processo chiamato chemiosintesi: vermi giganti, molluschi bivalvi di dimensioni inusuali, gamberi ciechi e pesci dalle forme straordinarie popolano questo ambiente assolutamente privo di luce. Per farlo hanno dovuto sviluppare adattamenti unici, come organi sensoriali sensibili e simbiosi con i batteri chemiosintetici. Riftia pachyptila Riftia pachyptila, il polichete tubolare gigante delle sorgenti idrotermali, sviluppa una simbiosi con batteri chemiosintetici che consente al verme di sopravvivere, convertendo composti chimici tossici in nutrienti utilizzabili. Questa relazione simbiotica in realtà è fondamentale per entrambi gli organismi e dimostra la cooperazione evolutiva tra specie diverse. In the warmth of fireplaces Life thrives around hydrothermal vents thanks to the higher temperature and the presence of minerals that favour a process called chemosynthesis. Giant worms, unusually sized clams, blind shrimps and fish with extraordinary shapes populate this absolutely lightless environment. To do so, they have had to develop unique adaptation mechanisms, such as sensitive sensory organs and symbiosis with chemosynthetic bacteria. Riftia pachyptila Riftia pachyptila, the giant tubular polychaete of the hydrothermal vents, develops a symbiotic relationship with chemosynthetic bacteria that enables this worm to survive by converting toxic chemical compounds into usable nutrients. This symbiotic relationship is of fundamental importance for both organisms and demonstrates evolutionary co-operation between different species. focus focus I FONDALI DELLE DORSALI OCEANICHE / THE SEABED OF THE OCEANIC RIDGES
STEFANIA DELPONTE Pittura digitale / Pittura digitale Dove si è nascosta Adale? - Arcimbolda Il gigante Barba Nera la cerca con ardore Tra policheti e microrganismi la scena si riempie di stupore Ma dove si sarà mai nascosta la nostra amica multicolore? Where has Adale hidden herself? - Arcimbolda The huge black beard seeks for her with fervour Between polychaetes and microorganisms, the scene is full of wonders But where could our multicoloured friend be hiding?
I FONDALI DELLE DORSALI OCEANICHE / THE SEABED OF THE OCEANIC RIDGES Le controverse miniere sottomarine Gli sversamenti di idrocarburi e l’inquinamento non sono le uniche minacce che gravano sui fondali oceanici. Il seabed mining, o estrazione mineraria dalle profondità marine, è un’attività che preleva minerali preziosi come manganese, cobalto, rame, nichel e metalli rari, oggi fondamentali per la transizione energetica. Questo processo può danneggiare però gli ecosistemi marini, distruggendo gli habitat di profondità, contaminando l’acqua e generando sedimenti che possono impattare sulla qualità delle acque, sulla rete alimentare e sulla salute dell’Oceano. Tra Paesi che premono per avviare le estrazioni e altri che ne chiedono il divieto, al momento a livello internazionale il deep sea mining non è ancora regolamentato. The controversial underwater mines Oil spills and pollution are not the only threats to the seabed. Seabed mining, or deep-sea mining, extracts valuable minerals such as manganese, cobalt, copper, nickel and rare metals that are essential to energy transition. However, this process can damage marine ecosystems by destroying deep-sea habitats, polluting the water and creating sediments that can affect water quality, the food web and the health of the ocean. Between countries pushing for the start of extraction and others calling for a ban, there is currently no international regulation on deep-sea mining.
STEFANIA DELPONTE Pittura digitale / Pittura digitale La cattura - Dove finirà la strega Ultrabissale? Un tubone cattivone compare all’improvviso E risucchia tutto e tutti senza preavviso Anemoni, policheti, granchi e polpi insieme ad Adale di sorpresa vengon colti Ma dove finiranno tutte queste creature? CONTINUA ... The Capture - Where will the Ultrabissal Witch end up? A big bad Tubon suddenly appears And sucks in everything and everyone without warning Anemones, polychaetes, crabs and cuttlefish as well as adals are taken by surprise But where will all these creatures end up? CONTINUED ...
I FONDALI DELL’ OCEANO ANTARTICO THE SEABED OF THE ANTARCTIC OCEAN L’Oceano Antartico può contendere alla Fossa delle Marianne il titolo di luogo più inospitale della Terra: sotto la banchisa antartica, costituita da enormi lastre di ghiaccio galleggiante che ostacolano la penetrazione della luce solare, si trova un ambiente buio e freddo, tra i più inesplorati al mondo. I fondali dell’Antartide sono dominati dalla presenza di profonde valli sottomarine, risultato dell’erosione durante le ere glaciali, quando imponenti ghiacciai scivolavano lentamente verso l’oceano, modellando il paesaggio sottomarino, creando canyon e approfondendo la piattaforma antartica. The Southern Ocean can compete with the Mariana Trench for the title of the most inhospitable place on Earth: beneath the Antarctic ice shelf, which consists of huge floating ice sheets that prevent sunlight from penetrating, is a dark and cold environment that is one of the most unexplored in the world. The Antarctic seabed is characterised by deep underwater valleys that are the result of erosion during the Ice Ages, when huge glaciers slowly slid towards the ocean, shaping the underwater landscape, creating canyons and deepening the Antarctic shelf.
PAOLO PRIMON Disegno su carta e colorazione digitale/ Drawing on paper and digital colouring CIRCLE Sotto la banchisa antartica si muovono anche diversi gruppi di balene. Il cerchio della vita è visibile anche in profondità dove lo scheletro di una balena funge da riparo per altri organismi. CIRCLE Several groups of whales also move under the Antarctic ice shelf. The cycle of life is also visible in the deep, where the skeleton of a whale serves as a shelter for other organisms.
I FONDALI DELL’ OCEANO ANTARTICO / THE SEABED OF THE ANTARCTIC OCEAN Vita al freddo Per resistere in un ambiente caratterizzato da mancanza di luce e temperature particolarmente rigide, alcune specie hanno sviluppato adattamenti molto particolari: è il caso dei cosiddetti pesci antartici della famiglia degli Nototheniidae, dotati di proteine anticongelanti nel sangue che impediscono la formazione di cristalli di ghiaccio all’interno del loro corpo. A dispetto delle apparenze, la rete trofica antartica in realtà è molto articolata. L’enorme biomassa di krill antartico (Euphausia superba) fornisce nutrimento a tantissime specie di pesci, uccelli, cefalopodi e mammiferi marini: tra questi anche i grandi cetacei come le megattere, che dalle acque tropicali migrano in Antartide proprio per nutrirsi di milioni di questi minuscoli gamberetti. Life in the cold In order to survive in an environment characterised by a lack of light and particularly cold temperatures, some species have developed very special adaptation mechanisms. This is the case with the socalled Antarctic fish of the Nototheniidae family, which are equipped with antifreeze proteins in their blood that prevent the formation of ice crystals in their bodies. Despite appearances, the Antarctic food web is actually very complex. The enormous biomass of Antarctic krill (Euphausia superba) is food for many species of fish, birds, cephalopods and marine mammals, including large whales such as humpback whales, which migrate from tropical waters to the Antarctic to feed on millions of these tiny shrimp.
PAOLO PRIMON Disegno su carta e colorazione digitale/ Drawing on paper and digital colouring FLASHLIGHT Le profondità antartiche non sono prive di vita, tutt’altro! Tra stelle, ragni marini e pesci con l’antigelo i colori dei fondali non hanno nulla da invidiare a quelli tropicali. FLASHLIGHT The depths of the Antarctic are not devoid of life, quite the opposite! Among stars, spider crabs and ice fishes, the colours of the seabed are not unlike those of the tropics.
I FONDALI DELL’ OCEANO ANTARTICO / THE SEABED OF THE ANTARCTIC OCEAN Largo alla Bassi La nave rompighiaccio Laura Bassi, di proprietà dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS, è impegnata da diversi anni nell’esplorazione dell’ambiente antartico e nello studio dell’evoluzione dei ghiacci, della geologia del continente e delle caratteristiche fisiche, biologiche e chimiche degli ecosistemi marini. Dotata delle più avanzate tecnologie, questa nave rappresenta un’importante risorsa per la comunità scientifica internazionale, offrendo supporto a uno staff multidisciplinare composto da biologi, fisici, geologi e altre figure professionali. Grazie alla sua capacità di raccogliere campioni di sedimenti, ghiaccio e acque polari, la nave fornisce dati fondamentali che contribuiscono in modo significativo alla ricerca scientifica internazionale e all’impegno dell’Italia nella promozione della conoscenza degli ecosistemi polari. Pennuti predatori Specie iconica dell’Antartide, i pinguini sono eccezionali predatori marini in grado di immergersi a profondità incredibili: per cacciare pesci e calamari possono, infatti, arrivare a 500 metri sotto il livello del mare e rimanere in apnea anche per 20 minuti. Make way for Laura Bassi The icebreaker, Laura Bassi, owned by the National Institute of Oceanography and Applied Geophysics (OGS), has been researching the Antarctic environment, the development of the ice, the geology of the continent and the physical properties, as well as the biological and chemical aspects, of marine ecosystems for several years. Equipped with the latest technologies, this ship is an important resource for the international scientific community and supports a multidisciplinary team of biologists, physicists, geologists and other experts. Thanks to its ability to collect samples of sediments, ice and polar waters, the ship provides fundamental data that make an important contribution to international scientific research and to Italy’s commitment to improving knowledge of polar ecosystems. Fledged predators Penguins, one of Antarctica’s best-known species, are exceptional marine predators that can dive to incredible depths: to hunt fish and squid, they can sink up to 500 metres below sea level and dive freely for up to 20 minutes. focus focus
LAURA and CURIOSITY La rompighiaccio Laura Bassi e un gruppo di pinguini sono accomunati da una fame insaziabile, la prima di sapere e di curiosità, il secondo di piccoli pesci pelagici che cattura a grande profondità. LAURA and CURIOSITY The icebreaker Laura Bassi and a group of penguins share an insatiable hunger: one for knowledge and curiosity, the other for small pelagic fish, which they both catch at great depths. PAOLO PRIMON Disegno su carta e colorazione digitale/ Drawing on paper and digital colouring
I FONDALI DELL’ OCEANO ANTARTICO / THE SEABED OF THE ANTARCTIC OCEAN A caccia di krill La grande biomassa di krill che sostiene la rete trofica antartica è oggetto di attività di pesca industriale sempre più aggressive: ricchi di Omega3, questi gamberetti sono ricercatissimi per produrre mangimi per l’acquacoltura, per colorare di rosa la carne dei salmoni allevati e per farne integratori alimentari. Negli ultimi 20 anni si calcola che il prelievo di krill antartico sia quadruplicato: oggi le reti a strascico delle grandi flotte industriali arrivano a prelevarne fino a 450mila tonnellate all’anno. Insieme agli effetti dei cambiamenti climatici e all’acidificazione delle acque, anche la sovrappesca sta contribuendo a mettere a dura prova gli equilibri dell’ecosistema antartico. Hunting krill The large krill biomass that sustains the Antarctic food web is the subject of increasingly aggressive industrial fishing. These omega-3 rich shrimps are highly sought after to produce feed for aquaculture, to achieve the pink hue in farmed salmon and to make food supplements. In the last 20 years, the harvest of Antarctic krill is estimated to have quadrupled and, today, the trawls of the large industrial fleets can harvest up to 450,000tonnes per year. Together with the effects of climate change and water acidification, overfishing is also contributing to putting the balance of the Antarctic ecosystem to the test.
PAOLO PRIMON Disegno su carta e colorazione digitale/ Drawing on paper and digital colouring RED KrILL Una nuova attività umana minaccia i mari polari, è la pesca del Krill. Questo piccolo gamberetto è il fulcro della rete alimentare marina e da qualche anno entra anche nella rete dei pescatori che lo rubano in massa alle balene. RED KrILL A new human activity is threatening the polar seas: krill fishing. This small shrimp is the centrepiece of the marine food web and for some years now has also been caught in the nets of fishermen who steal it en masse from whales.
FOSSA DELLE MARIANNE THE MARIANA TRENCH Immaginate l’Everest e la Marmolada l’uno sopra l’altra e avrete un’idea della profondità della Fossa delle Marianne: la depressione oceanica più profonda della Terra. A originarla, milioni di anni fa, è stato lo scivolamento della placca tettonica del Pacifico sotto quella delle Filippine (un fenomeno noto come subduzione), che ha provocato un’incisione profonda nel fondale marino. Le sue pareti sono ripide e scoscese e presentano scarpate e canyon sottomarini che si intrecciano creando un labirinto geologico di proporzioni colossali. Nel suo punto più profondo, l’abisso Challenger, la fossa raggiunge oltre 10.900 metri sotto il livello del mare. Imagine Mount Everest and the Marmolada Mountain on top of each other and you will have an idea of the depth of the Mariana Trench, the deepest oceanic depression on Earth. It was formed millions of years ago when the Pacific tectonic plate slid under the Philippine plate (a phenomenon known as subduction), causing a deep incision in the seabed. Its walls are steep and jagged, with cliffs and underwater canyons intertwining to form a geological labyrinth of colossal proportions. At its deepest point, the Challenger Abyss, the trench reaches over 10,900 metres below sea level.
MARIA LUISA PETRARCA Pittura digitale / Digital painting Discesa nella fossa Gli abissi sono affascinanti per tantissimi motivi e la Fossa delle Marianne è uno di questi: un grande “imbuto” geologico pieno di vita inaspettata e particolare. È quasi assurdo se ci pensate, riuscire ad immergersi così tanto (e tuttavia così poco!) nelle viscere dell’Oceano. Descent into the trench The abysses are fascinating for so many reasons, and the Mariana Trench is one of them: a great geological ‘funnel’ full of unexpected and strange creatures. It’s almost absurd to be able to dive so far (and yet so little!) into the depths of the ocean, when you think about it.
FOSSA DELLE MARIANNE / THE MARIANA TRENCH C’è vita negli abissi La fossa delle Marianne è un luogo caratterizzato dall’oscurità e da una pressione atmosferica intollerabile per gli esseri umani, ma non per alcuni organismi che si sono adattati a vivere in questo ambiente unico al mondo, come pesci e cefalopodi abissali, crostacei, animali vermiformi e microrganismi planctonici. Da sempre, il fatto che un luogo così apparentemente inospitale possa essere abitato da esseri viventi è fonte di grande curiosità e interesse da parte degli scienziati e ha contribuito a stimolare la ricerca e l’esplorazione delle profondità oceaniche. Pseudoliparis swirei Una delle creature più affascinanti e ancora poco conosciute della Fossa delle Marianne è il pesce Pseudoliparis swirei, scoperto a oltre 8.000 metri di profondità. Il suo corpo è caratterizzato da una struttura morbida ricoperta da una pelle gelatinosa, che gli permette di adattarsi alla pressione estrema degli abissi e impedisce l’assorbimento di sostanze tossiche presenti nelle acque profonde. There is life in the depths The Mariana Trench is a place characterised by darkness and atmospheric pressure that is unbearable for humans, but not for some organisms that have adapted to this globally unique environment, among which the abyssal cephalopods, crustaceans, worm-like animals and planktonic microorganisms. The fact that such a seemingly inhospitable place can be inhabited by living creatures has always aroused the curiosity and interest of scientists and contributed to the exploration of the ocean depths. Pseudoliparis swirei One of the most fascinating and still little-known creatures of the Mariana Trench is the Pseudoliparis swirei, a fish discovered at a depth of over 8,000 metres. Its body is characterised by a soft structure covered by a gelatinous skin that enables it to adapt to the extreme pressure at depth and prevent the absorption of toxic substances found in deep waters. focus focus
MARIA LUISA PETRARCA Pittura digitale / Digital painting Abitanti degli 8000 Pseudoliparis swirei, un pesce all’apparenza innocuo e dall’aspetto simile ad un girino, nasconde in realtà due paia di forti mandibole. La principale ha denti molto affilati, mentre la posteriore presente dei denti più tozzi. La loro combinazione è perfetta per azzannare qualsiasi tipo di preda. D’altronde si sa, a queste profondità il cibo scarseggia e quando arriva qualche “regalo” bisogna essere pronti. Inhabitants of the 8000 Pseudoliparis swirei, a seemingly harmless fish with a tadpole-like appearance, actually conceals two pairs of powerful jaws. The main jaw has very sharp teeth, while the rear jaw has blunt teeth. This combination is perfect for biting any kind of prey. After all, food is scarce at these depths, and when a ‘gift’ comes, you have to be ready.
FOSSA DELLE MARIANNE / THE MARIANA TRENCH Il batiscafo Trieste I primi esseri umani ad addentrarsi nelle sue profondità sono stati l’esploratore oceanografico svizzero Jacques Piccard e il tenente della Marina degli Stati Uniti Don Walsh il 23 gennaio 1960, a bordo del sottomarino che venne ideato e in parte realizzato nei cantieri navali della nostra città: il batiscafo Trieste. Fu un viaggio audace e leggendario, che in 7 ore li portò a raggiungere il fondo dell’abisso Challenger, stabilendo un nuovo record per l’esplorazione sottomarina. Da allora solo altre 27 persone hanno raggiunto tali profondità: gli ultimi sono stati il regista americano James Cameron nel 2012 a bordo del Deepsea Challenger, e nel 2019 il miliardario texano Victor Vescovo. The bathyscaphe Trieste The first people to venture into the depths of the sea were Swiss marine explorer Jacques Piccard and US Navy lieutenant Don Walsh on January 23, 1960, aboard a submarine designed and partially built in our city’s shipyards: the bathyscaphe Trieste. It was a daring and legendary journey that took them to the bottom of the Challenger Abyss in seven hours and set a new record for underwater exploration. Since then, only 27 other people have reached such depths: most recently the American director, James Cameron, on board the Deepsea Challenger in 2012 and the Texan billionaire, Victor Vescovo, in 2019.
MARIA LUISA PETRARCA Pittura digitale / Digital painting Trieste Il Trieste è stato un batiscafo rivoluzionario! Per la prima volta abbiamo una struttura completamente indipendente dalla nave durante le immersioni. Sapevate che la struttura più grande non è altro che un enorme serbatoio di galleggianti a benzina e compressori pieni di aria? Trieste The Trieste was a revolutionary bathyscaphe! For the first time we have a structure that is completely independent of the ship when diving. Did you know that the largest structure is nothing more than a huge tank with petrol floats and air-filled compressors?
FOSSA DELLE MARIANNE / THE MARIANA TRENCH C’è plastica negli abissi Grazie alle immagini che sono state raccolte nella Fossa delle Marianne è stato rivelato un fatto scioccante: i nostri rifiuti sono riusciti a raggiungere il luogo più sperduto e remoto della Terra. A 10.927 metri di profondità gli esploratori hanno trovato un sacchetto di plastica e alcune confezioni di caramelle. Una scoperta che sconvolge ma non stupisce: l’abisso Challenger è come la punta di un iceberg al contrario. Quello della plastica negli oceani – e delle microplastiche che rimarranno per sempre nell’ambiente – rappresenta ormai un problema di enormi proporzioni per gli ecosistemi e per la rete alimentare marina. There is plastic in the depths Thanks to the images collected in the Mariana Trench, a shocking fact has been revealed: our waste has managed to reach the most remote and isolated place on Earth. At a depth of 10,927 metres, the researchers found a plastic bag and some candy wrappers. A shocking but unsurprising discovery: the Challenger Abyss is like the tip of an inverted iceberg. Plastic in the oceans - and microplastics that remain in the environment forever - is now a problem of enormous proportions for ecosystems and the marine food web.
MARIA LUISA PETRARCA Pittura digitale / Digital painting Ed infine, anche qui... Anche la plastica è arrivata fino al punto più profondo dell’Oceano. Una busta di plastica e la cartina di una caramella, e chissà cos’altro ancora, vagano in profondità nell’oscurità più totale. And finally, here too... Plastic has also reached the deepest part of the ocean. A plastic bag and a candy wrapper, and who knows what else, are lost in total darkness.
CHIARA GIORGIUTTI Curiosa per natura, è appassionata di pittura digitale e di innovazione tecnologica. Ha un background da illustratrice per eventi e letteratura d’infanzia e attualmente lavora come designer nel campo informatico. Ama ricaricare le energie con la meditazione e con lunghe camminate in mezzo alla natura. Chiara is passionate about digital painting and technological innovation. She has a background as an illustrator for events and children’s literature and currently work as a designer in the IT field. She loves to recharge my energy with meditation and long walks in nature. PAOLA FORMICA È nata e vive a Milano dove lavora come illustratrice. I suoi disegni, per grandi e bambini, sono pubblicati su libri, albi illustrati, riviste, quotidiani, giochi da tavolo e molto altro. È autrice di silent book e testi per attività didattico artistiche. Insegna Illustrazione alla Scuola del Fumetto e conduce workshop e laboratori creativi. Paola was born in Milan where she currently lives and works as an illustrator. Her drawings, both for adults and children, are published in books, illustrated books, magazines, and newspapers, and are also used for board games. She is also the author of silent books and texts for educational art activities. She teaches Illustration at the Scuola del Fumetto and runs creative workshops.
STEFANIA DELPONTE Meglio conosciuta come laDupont. È un’ appassionata illustratrice e graphic designer con sede in Italia (almeno per ora). Consida l’arte e il disegno il linguaggio universale più potente che esista, capace di rompere tutte le barriere sociali, politiche e culturali rendendo argomenti di difficile comprensione più accessibili. Better known as laDupont. She is a passionate illustrator and graphic designer presently based in Italy. She considers art and drawing to be the most powerful universal language that exists, capable of breaking all social, political and cultural barriers by making hard-to-understand topics more accessible. PAOLO PRIMON Nato a San Vito al Tagliamento, dopo gli studi artistici liceali si diploma in Decorazione all’Accademia di Belle Arti di Venezia e frequenta la Scuola di Comics di Padova. Artista a tutto tondo, passa con disinvoltura dal disegno alla falegnameria, dalla pittura alla land art. Vive e lavora a Poffabro, caratteristico borgo friulano in Val Colvera. Born in San Vito al Tagliamento, after my high school artistic studies I graduated in Decoration at the Academy of Fine Arts in Venice and attended the School of Comics in Padua. As an all-round artist, I easily move from drawing to carpentry, and from painting to land art. I live and work in Poffabbro, a characteristic Friulian village in Val Colvera.
MARIA LUISA PETRARCA È un’illustratrice freelance, da sempre affascinata dal mondo naturale ama in particolar modo gli animali (proprio tutti) e la loro etologia. Collabora con diverse case editrici italiane e non ed è rappresentata all’estero dall’agenzia Advocate Art. Nel 2023 vince il premio Miglior Tavola Digitale del concorso Lucca Junior. She is a freelance illustrator. Though fascinated by the world of nature in general, she especially loves all animals and their ethology. She collaborates with several Italian and foreign publishing houses and is represented abroad by the Advocate Art agency. In 2023, she won the Best Digital Board award of the Lucca Junior contest.
Classe 3B, indirizzo grafica Liceo Artistico “Max Fabiani” - Gorizia prof. Ivan Crico ronache dal profond cronache dal profondo 2024 RONACHE DAL PR FOND 2024 O cronache PROFONDO dal High School of Art “Liceo artistico Max Fabiani” di Gorizia, address Graphic Design, Class 3B prof. Ivan Crico CRONACHE DAL PROFONDO A SCUOLA CHRONICLES FROM THE DEEP AT SCHOOL
Un progetto di: / A project by: Area Marina Protetta di Miramare e Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale Illustrazioni di: / Illustrations by: Stefania Delponte, Paola Formica, Chiara Giorgiutti, Maria Luisa Petrarca, Paolo Primon Con la consulenza scientifica di: / With the scientific advice of: Valeria Di Biagio, Milena Menna, Elisa Banchi, Federica Nasi, Angela Saraò, Stefano Salon, Diego Panzeri, Laura De Santis, Federica Camisa, Simone Libralato, Igor Celic, Cosimo Solidoro, Alessandra Davanzo Sound design della mostra: / Exhibition sound design: Pierpaolo de Flego Testi di: / Texts by: Lorenzo Peter Castelletto, Lisa Peratoner, Francesca Petrera, Marina D’Alessandro, Rita Blanos, Nicole Beneventi Fotografie di: / Photographies by: Schmidt Ocean Institute Si ringraziano per la formazione degli artisti: / Special thanks for the training of the artists: Annalisa Falace, Maria Cristina Gambi, Giovanni Chimienti, Saul Ciriaco, Lorenzo Facchin, Giulia Prato, Angelo Camerlenghi, Emiliano Gordini, Francesca Buoninconti, Donato Giovannelli Grafica e impaginazione / Graphic design: PiKa Soluzioni Grafiche - Trieste Stampa / Print: Grafiche Filacorda - Udine
Da un’idea di: / An idea by: Con il contributo di: / With contributions from: Informazioni e partner di progetto su: / Informations and project partners: www.maredirefare.it
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