MICROCEANO

FITOPLANCTON Il respiro degli oceani Da sinistra a destra: Eucampia zodiacus forma cylindricornis, foto di Federica Cerino, OGS Lauderia annulata, Isabella Percopo, MOTax - RIMAR - SZN Fate un respiro. Ora fatene un altro. Per il primo dovete ringraziare le foreste che ricoprono la terra, per il secondo le “microforeste del mare”. Stiamo parlando del “fitoplancton”, la componente vegetale del plancton marino (dal greco Phyton, ossia vegetale), un insieme di organismi unicellulari dalle forme, dimensioni e specie diversissime tra loro ma accomunate da una caratteristica tipica degli organismi vegetali, compresi quelli terrestri: la presenza di cloroplasti nella cellula, piccoli organelli che contengono la clorofilla. Grazie a loro, il fitoplancton marino riesce a sfruttare l’energia solare, l’acqua e l’anidride carbonica per produrre le molecole organiche di cui si nutre. Questo importantissimo processo è la fotosintesi clorofilliana. Il fitoplancton assorbe quindi anidride carbonica e rilascia ossigeno. E non una quantità irrisoria: il fitoplancton marino produce infatti il 50% dell’ossigeno globale presente in atmosfera. Un respiro su due lo dobbiamo al mare. Avendo bisogno di luce solare per innescare il processo della fotosintesi, il fitoplancton tende a concentrarsi negli strati più superficiali della colonna d’acqua, fino a 200 metri di profondità. I gruppi più importanti del fitoplancton sono le diatomee, i dinoflagellati, i coccolitofori e altri più piccoli fitoflagellati, tutti microrganismi eucarioti, cioè in possesso di nucleo. Soltanto i cianobatteri, dal tipico colore blu-verde, sono procarioti (privi di nucleo strutturato). Le dimensioni di tutti questi organismi sono infinitamente piccole: si passa da 1 micrometro (un millesimo di millimetro) ai 2 millimetri, eppure nel loro insieme gli organismi fitoplanctonici costituiscono il 90% della biomassa presente negli oceani. Una biomassa che funge da nutrimento per i tantissimi microrganismi zooplanctonici, che a loro volta alimentano molluschi, crostacei e pesci, da quelli più piccoli a quelli più grandi, che a loro volta nutrono l’uomo. Il fitoplancton è l’innesco primario della maggior parte della vita marina, ma in fondo anche di quella terrestre, se consideriamo che i prodotti ittici sono una delle nostre principali fonti di proteine per molti popoli. Niente fitoplancton, niente pesce sul piatto.

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