Gli effetti dell’Antropocene - il termine con cui gli esperti indicano l’epoca attuale, caratterizzata dall’impronta indelebile che l’azione umana sta lasciando sull’ambiente e gli ecosistemi - ovviamente non risparmiano neanche il plancton e i flussi ecologici marini in cui è coinvolto. Effetti che sanno di minaccia. Il primo processo a rischio è quello che finora ha fatto del plancton uno dei nostri principali alleati nella mitigazione della crisi climatica che noi stessi abbiamo provocato. La quantità di anidride carbonica che i vegetali terrestri e il fitoplancton riescono ad assorbire dall’atmosfera, infatti, non compensa più la quantità di gas clima alteranti che ogni giorno immettiamo nell’ambiente. ML’aumento della CO2 nell’atmosfera provoca un parallelo aumento della CO2 nelle acque marine. Ma non tutta viene utilizzata per la fotosintesi. Quando l’anidride carbonica viene assorbita dal mare, subisce immediatamente una serie di reazioni chimiche che, come ultimo risultato, portano ad un abbassamento del pH. L’acqua marina diventa quindi più acida. E a pagarne il prezzo più caro sono gli organismi marini protetti da gusci, scheletri o conchiglie costituiti da carbonato di calcio, come i coccolitoforidi, i molluschi gasteropodi ma anche i bivalvi. Il carbonato di calcio a pH acido tende infatti a sciogliersi. Ma questo non è l’unico problema: con l’aumento delle emissioni di CO2 aumenta la temperatura globale e si modifica, di conseguenza, il regime delle correnti marine. Il fitoplancton, che ha bisogno della risalita verso la superficie delle fredde correnti profonde, ricche di sali minerali necessari per il suo sviluppo, si sta riducendo giorno dopo giorno. Si calcola che dal 1940 ad oggi, il plancton vegetale oceanico sia diminuito del 40%. Meno fitoplancton significa quindi una minore quantità di carbonio sottratto dall’atmosfera. E avanti così, come un cane che si morde la coda. PLANCTON E CRISI CLIMATICA Il cane che si morde la coda Da sinistra a destra: Onda, foto dal Web CC Sciamatura di Rhizostoma pulmo, foto di Lorenzo Peter Castelletto
RkJQdWJsaXNoZXIy MjQ4NzI=