Ma perché la ricerca scientifica, la biologia, l’ecologia marina, l’oceanografia si interessano tanto ad esseri così minuscoli da poter essere osservati soltanto in laboratorio? La risposta sta nel ruolo fondamentale che il plancton riveste per la nostra esistenza su questo pianeta. Oltre ad essere la base della rete alimentare marina, il fitoplancton produce il 50% dell’ossigeno che respiriamo, pari a quello di tutte le piante presenti sulla terraferma. La fotosintesi, attraverso l’energia solare, trasforma l’anidride carbonica in molecole organiche che vengono utilizzate da tutti gli organismi eterotrofi, tra cui l’uomo. Ma con la fotosintesi si produce anche l’ossigeno. E c’è di più. Il plancton è un importantissimo fattore di regolazione del clima e di mitigazione del cambiamento climatico causato dall’immissione in atmosfera di gas clima alteranti. Si calcola che, da quando abbiamo iniziato a utilizzare i combustibili fossili, il plancton abbia assorbito quasi la metà della CO2 immessa in atmosfera. Come? In due modi. Il primo è un processo noto come “pompa biologica del carbonio”. Quando il plancton muore, se non viene immediatamente utilizzato dai consumatori, affonda lungo la colonna d’acqua depositandosi sui fondali. I processi di degradazione che trasformano questa matrice organica in CO2 sono, ad elevate profondità, molto più lenti, spesso limitati dalla carenza di ossigeno. Non avviene quindi la restituzione della CO2 all’atmosfera ma il carbonio rimane intrappolato nelle molecole organiche per migliaia o addirittura milioni di anni. Se i fondali oceanici non immagazzinassero così tanto carbonio, la Terra sarebbe ancora più calda di quanto lo è oggi. Il secondo processo rappresenta la più grande migrazione animale sul Pianeta per quantità di biomassa e numero di esemplari, e si ripete ogni 24 ore. Si chiama “migrazione verticale” ed è una massiccia ondata di zooplancton e piccoli pesci che di notte sale verso la superficie del mare per alimentarsi di fitoplancton, per poi ridiscendere in acque più profonde di giorno. Questi organismi, alimentandosi di fitoplancton, portano in profondità il carbonio contenuto nelle microalghe. In profondità respirano, eliminando CO2 che rimane intrappolata nelle acque profonde e liberano i loro escrementi che si depositano sui fondali, sottraendo così carbonio all’idrosfera e all’atmosfera. SERVIZI ECOSISTEMICI I “doni” del plancton Da sinistra a destra: Raggi solari, foto dal Web CC Cloroplasti, foto di Isabella Percopo, MOTax - RIMAR - SZN
RkJQdWJsaXNoZXIy MjQ4NzI=