MICROCEANO

Dopo la raccolta, i diversi campioni vengono portati in laboratorio per essere analizzati. Per l’identificazione e il conteggio degli organismi fitoplanctonici si usa il “metodo della sedimentazione”, basato sulla forza di gravità. Un campione di acqua viene versato in una camera di sedimentazione costituita da un cilindro poggiato su una base con un fondo di vetro. Quando tutte le cellule si sono depositate sul fondo, cioè sul vetrino, il cilindro viene rimosso e il vetrino osservato con un microscopio ottico rovesciato a contrasto di fase, per il conteggio e l’identificazione dei vari organismi presenti. Come il fitoplancton, anche gli organismi zooplanctonici vengono studiati con l’aiuto di microscopi ottici di diverse tipologie: invertito, a epifluorescenza o stereomicroscopio. Le osservazioni con il microscopio ottico possono poi essere affiancate da analisi più approfondite utilizzando microscopi elettronici che consentono ingrandimenti maggiori, permettendo di rilevare caratteri morfologici specifici. Alle osservazioni morfologiche è inoltre possibile associare anche analisi genetiche che permettono di confermare la diversità specifica dei microorganismi. Il tassonomo ha una formazione specialistica per riconoscere i microrganismi dalla loro forma, identifica anche le specie tossiche o dannose e quelle aliene, tipiche di altri mari oppure, più raramente, individua nuove specie non descritte in letteratura. L’identificazione degli organismi più piccoli, i batteri, e delle particelle virali avviene utilizzando metodi più complessi: la microscopia in epifluorescenza e la citometria a flusso che permettono di ottenere informazioni sull’abbondanza e le dimensioni di virus e batteri. Per ottenere invece informazioni sulla composizione specifica della comunità batterica e sulla diversità virale è necessario ricorrere ad analisi genetiche. Tutti i dati ottenuti serviranno poi per valutare la biodiversità della comunità planctonica e stimare la biomassa presente nella colonna d’acqua. È qui che la ricerca “pura” diventa ricerca applicata, perché i dati ottenuti offrono una radiografia del mare e del suo stato di salute. LA RICERCA IN LABORATORIO Sotto la lente Da sinistra a destra: Conta zooplancton, foto di Lorenzo Peter Castelletto Osservazione fitoplancton, foto di Lorenzo Peter Castelletto

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