MICROCEANO

Dai primi approcci delle antiche popolazioni che osservavano la luminescenza del mare a oggi, la conoscenza sulla comunità planctonica ha fatto passi da gigante. Il merito è dovuto all’applicazione del metodo scientifico e all’invenzione dei microscopi. Attualmente, gli studi e le ricerche sul plancton - essenziali per comprendere lo stato di salute dell’ecosistema marino ma, in ultima analisi, anche del nostro pianeta – avvengono attraverso due fasi fondamentali: il campionamento e le successive analisi di laboratorio. Da più di 30 anni i ricercatori dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS, in collaborazione con l’Area Marina Protetta di Miramare, solcano mensilmente le acque del Golfo di Trieste per misurare i parametri chimico-fisici del mare e per raccogliere gli organismi planctonici che lo popolano. In un punto nel Golfo - denominato stazione C1 - situato proprio a Miramare, ai confini dell’area protetta, i ricercatori ogni mese prelevano campioni d’acqua e raccolgono il plancton. La serie di dati raccolti nel tempo, la più lunga in Adriatico, ha permesso alla stazione C1 di essere inserita nella rete internazionale LTER (Long Term Ecological Research). Per raccogliere gli organismi planctonici e per avere un campione che permetta la determinazione della loro abbondanza, vengono utilizzate le bottiglie Niskin, contenitori a forma di tubo, aperti alle due estremità, che possono venir chiusi con dei tappi azionati a distanza in modo meccanico. Le bottiglie vengono calate lungo la colonna d’acqua e chiuse alla profondità desiderata. In questo modo, è possibile anche capire la distribuzione dei vari organismi lungo la colonna d’acqua. Il plancton può anche essere raccolto con il retino, uno strumento simile a una rete da pesca, composto da un anello rigido e da un sacco conico costituito da una garza filtrante, che termina con un apposito collettore, il quale raccoglie il materiale filtrato. La garza filtrante può avere differenti vuoti di maglia a seconda delle dimensioni degli organismi da campionare. La calata del retino può essere fatta sia in verticale, dal fondo alla superficie, per avere un campione rappresentativo di tutta la colonna d’acqua, sia in orizzontale, per analizzare il popolamento superficiale. IL CAMPIONAMENTO Metti il plancton in bottiglia Da sinistra a destra: Strumentazione campionamento plancton, foto di Lorenzo Peter Castelletto Ricercatori in azione, foto di Lorenzo Peter Castelletto

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