LO ZOOPLANCTON Animali in miniatura Da sinistra a destra: Candacia giesbrechtii, foto di Alessandra de Olazabal, OGS Larva megalopa di crostaceo, Alenka Goruppi, OGS Crostacei, meduse, ctenofori, salpe, e poi uova, larve e giovanili di pesci, di molluschi e di tantissimi altri organismi: il mondo planctonico animale (lo zooplancton), forse ancor più di quello vegetale, presenta una varietà di forme, colori e dimensioni davvero strabiliante. Tutti esseri erranti, incapaci - anche se dotati di movimenti propri - di contrastare le correnti da cui si lasciano trasportare. E così fra lo zooplancton troviamo chi rimane per tutta la vita “errante” (il cosiddetto oloplancton, a cui appartengono ad esempio copepodi e ctenofori) e chi (gli organismi appartenenti al meroplancton) crescendo diventa un organismo bentonico - come gli cnidari (che nella fase polipoide si attaccano al substrato) e le spugne - oppure un organismo pelagico, come i pesci. Anche quanto ad abitudini alimentari, la diversità è notevole. Gli erbivori, che di solito vengono identificati con il termine pascolatori, sono il contatto diretto tra il mondo animale planctonico e quello vegetale. Infatti, una gran quantità di diatomee e di altri organismi fitoplanctonici vengono consumati da questi erbivori, tra cui spiccano piccoli crostacei come il krill antartico e i copepodi. E che a loro volta vengono poi mangiati da altri organismi zooplanctonici carnivori, di dimensioni maggiori, che contribuiscono all’avanzamento delle interazioni all’interno della catena trofica. Un gruppo particolare è rappresentato dagli animali gelatinosi come meduse, ctenofori, salpe e sifonofori. Questi organismi dalla consistenza molle sono già molto presenti nei nostri mari, ma l’aumento delle temperature e gli squilibri nella rete trofica marina provocati dalla nostra dieta alimentare sembrano destinati a favorirne una progressiva proliferazione. Meduse e ctenofori, infatti, sono divoratori di uova e larve di altri organismi: abbattendone la capacità riproduttiva e sottraendo loro cibo, diventano temibili competitors per tantissime specie, anche di interesse commerciale.
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